Psicologia da cazzeggio – Il molestatore virtuale [chapter 4 – part 2]

Psicologia da Cazzeggio - Il molestatore virtuale - Parte 2

Molestare in modo efficace e produttivo è un’arte che richiede intelligenza e una forte dose di furbizia. Se non siete depositari di tali qualità e possedete anche solo un pizzico di amor proprio, lasciate perdere.

Il profilo del molestatore virtuale si esprime in una miriade di colorite sfumature nell’essere umano, è complesso e non esauribile alla versione fake esplorata nella prima parte di questo capitolo. Il ruolo è infatti rivestito anche da individui la cui identità è certa: il vicino di casa, il fratello del fidanzato della cugina, il macellaio, l’amico dell’amico, il tizio che incontrate ogni giorno in autobus o che incrociate mentre fate jogging. Tutte persone che, quando le vedete per strada, sono talmente distratte da non riconoscervi, ma che improvvisamente vi chiedono l’amicizia su un social e iniziano a tartassarvi virtualmente comportandosi come se fossero i vostri più cari amici.

“Ciao Lara, che fai?”
“In che senso scusa?”
“Ti ho chiesto che fai…”
“Ah ok, avevo capito bene! Credo che passerò la serata a chiedermi il perché me lo chiedi.”

Il castello (in aria) si sta sgretolando e il molestatore si trova proprio al suo interno. Se è scaltro, a questo punto dovrebbe aver capito che è meglio battere in ritirata. Una volta al sicuro, potrà studiare modi diversi per costruire castelli più stabili. Se è scaltro.
In caso contrario, come spesso accade, egli continuerà imperterrito nel suo atteggiamento finendo sepolto dall’instabile fortezza che il suo immaginario ha campato in aria (appunto).

“Ciao Lara, che fai?”
“In che senso scusa?”
“Ti ho chiesto che fai…”
“Ah ok, avevo capito bene! Credo che passerò la serata a chiedermi il perché me lo chiedi.”
“Cioè?”
“Ti conosco di vista, non ci siamo mai neanche salutati e mi chiedi che faccio. Non ti offendere ma non credo di volertelo dire.”
“Perché? A me piacerebbe conoscerti meglio.”
“Forse non hai capito la risposta. Rileggi, non c’è fretta!”

A questo punto le reazioni sono diverse. C’è chi invia le foto dei genitali come ultimo tentativo per agganciare, chi si defila con eleganza e chi, invece, si innervosisce e sbotta di rabbia.
Il paradosso insanabile, infatti, risiede nella singolare caratteristica insita nei molestatori doc: essi son permalosi. La vittima deve piegarsi, in caso contrario volano insulti di ogni tipo e, se un momento prima avevano usato le loro migliori parole per idolatrarvi, nel momento in cui si sentono rifiutati, possono tirar fuori il peggio di sé dipingendovi come la brutta copia della strega di Biancaneve. Giusto per usare un eufemismo.

“Ciao Lara, che fai?”
“In che senso scusa?”
“Ti ho chiesto che fai…”
“Ah ok, avevo capito bene! Credo che passerò la serata a chiedermi il perché me lo chiedi.”
“Cioè?”
“Ti conosco di vista, non ci siamo mai neanche salutati e mi chiedi che faccio. Non ti offendere ma non credo di volertelo dire.”
“Perché? A me piacerebbe conoscerti meglio.”
“Forse non hai capito la risposta. Rileggi, non c’è fretta!”
“Ho capito che sei stronza e te la tiri pure nonostante sia un cesso intrombabile. Mi spieghi allora perché hai accettato la mia amicizia? Guarda non te la prendere ma credo sia meglio che ti cancelli.”
“Non me la prendo, anzi… te ne sarei infinitamente grata!”

Per un affronto di questo tipo, sono capaci non solo di cancellarvi dalla loro preziosa lista degli amici, ma anche di bloccare il vostro account con la convinzione di farvi un dispetto. Sono feriti poverini. Si autoconvincono di essere loro le vittime e annegano tristemente nel dolore scagliando la loro rabbia truculenta contro di voi.
E così finalmente Power off, the end e via dicendo. All’improvviso la loro icona diventa grigia e il loro nome scompare per sempre nei meandri della rete.
Salvo poi ricomparire di tanto in tanto per un ennesimo tentativo dall’esito (invariabilmente) infausto.

“Ciao Lara, che fai?”
“In che senso scusa?”
“Ti ho chiesto che fai…”
“Ah ok, avevo capito bene! Credo che passerò la serata a chiedermi il perché, nonostante mi abbia dato della stronza insensibile nonché cesso intrombabile, mi abbia cancellata dagli amici e pure bloccata, tu sia resuscitato dal regno degli idioti per propinarmi ancora questa argutissima domanda.”
“…” (icona grigia)

Esiste anche la versione “molestatore double” che aggancia la vittima sia come fake sia con l’account ufficiale. Con il primo stuzzica e registra le reazioni, col secondo agisce di conseguenza.

“Ciao Lara, che fai?”
“In che senso scusa?”
“Ti ho chiesto che fai…”
“Ah ok, avevo capito bene allora! Credo che passerò la serata a chiedermi il perché me lo chiedi.”
“Scusa, forse sono stato un po’ invadente. Volevo solo scambiare due chiacchiere con te perché ho notato che abbiamo parecchi interessi in comune. Ho apprezzato particolarmente l’articolo che hai condiviso ieri.”
“Quale?”
“Quello sul Rasoio di Occam. Ho sempre pensato anch’io che fosse elettrico…”
“Scherzi vero?”
“Mai stato più serio!”
“Ah ah ah grazie, Il Lercio ringrazia! Scusa ti secca se racconto questa conversazione? È la cosa più divertente che mi sia capitata negli ultimi tempi.”
“…” (icona grigia)

Questo giochino è utilizzato anche da fidanzati che, pur dichiarando di fidarsi ciecamente delle proprie amate, mettono alla prova la loro fedeltà con identità dubbie.

“Ciao Lara, che fai?”
“In che senso scusa?”
“Ti ho chiesto che fai…”
“Ah ok, avevo capito bene allora! Credo che passerò la serata a chiedermi il perché me lo chiedi.”
“Scusa, forse sono stato un po’ invadente. Mi chiedevo come mai una bella ragazza come te fosse on-line a quest’ora e non col suo fidanzato.”
“Come mai ti interessa?”
“No, è che io non la lascerei mai sola una come te!”
“Ah sì? Comunque la risposta è molto semplice: sono a casa di un’amica e, mentre lei prende da bere, io do uno sguardo al telefono.”
“Da un’amica? E il cinema?” (cazzo, son fottuto!)
“Il cinema? Davide vuoi piantarla di inventarti questi fake per mettermi alla prova? Finirò per farmi un amante davvero. E non virtuale!”
“…” (icona grigia + 5 giorni a secco)

STAY SCAZZED!

Psicologia da Cazzeggio:

1. Il Pettegolo
2. Il Trombamico
3. Il Natalizio
4. Il Molestatore virtuale [part 1]
4. Il Molestatore virtuale [part 2] (tu sei qui!)
5. Il commercialista emotivo
6. L’opinionista tuttologo

17 commenti

    • Ah ah ah ti odio! Diciamo che fa ridere anche me quando scrivo sull’argomento o diventa discussione fra amici o quando qualcuno commenta sul blog. Quando succede davvero fa meno ridere ma ormai ho l’arma: d’ora in poi, invece di rispondere, incollo questo post. Secondo te capiranno?
      ps come farsi terra bruciata attorno. Adesso capisci? ahahhaha

      • Si ridiamo ma è una cosa molto seria, la tua è una professione a rischio visto che ci metti la faccia il nome e il cognome! io vivrei in uno stato di ansia perenne! Io l’unico Stalker che vorrei fare è quello del film di Tarkovskij! 🙂

      • Vabbé dai adesso non esageriamo, non è che io sia particolarmente stalkerata. Certo il fatto che io abbia il blog, che i miei post siano pubblici e che accetti cani e porci fra gli amici mi rende più vulnerabile, ma credo di non far eccezione rispetto alle persone che non hanno un “profilo pubblico”, almeno da quello che mi raccontano amiche e conoscenti.
        Poi c’è anche la versione femminile eh?! Non son mica solo gli uomini, questo è chiaro.
        Comunque ci ho messo sei mesi a chiudere questo argomento, la rubrica era ferma da febbraio scorso proprio per il molestatore, mi sono impappinata, mi stava talmente sulle palle che non riuscivo a scriverci su. Il fatto che mi sia sbloccata è indice del fatto che ho superato il problema, forse ho trovato i giusti modi per fregarmene, che è la cosa migliore. Iconcina grigia e via prima ancora che lo facciano dall’altra parte: tagliare, segare sul nascere e altri sinonimi calzanti.
        E adesso son libera di lasciami andare alle prossime macchiette comportamentali che ho in bozza da decenni deviando l’argomento e passando ad altri eleganti temi quali il lercio e via dicendo 😉

      • Beh! sicuramente i metodi per bannare le persone tu li conosci meglio di mè, magari capirne anche la provenienza tipo con l’IP o l’ID, si comunque sono sempre rotture di palle! 🙂
        Quindi vai pure con il lercio e anche col lurido! 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.