Skepto 2016 – Cronache da un Film Festival [part 4]

Skepto 2016 - Cronache da un Film Festival [part 4]

Cagliari, 16 aprile 2016

Skepto 2016I preamboli, così come i preliminari, sono indispensabili e sempre graditi, ma in certi casi bisogna andare subito al sodo. Ragion per cui, visto che in questi giorni in cui vi ho accompagnato per il festival di Skepto, ho avuto modo di farne tanti, in quest’ultima giornata, pur di non tediare voi ma soprattutto me stessa, preferisco esporvi subito il contenuto di questa giornata segnata da ospiti celebri e dalla premiazione finale che ha svelato i nomi dei vincitori.

Appuntamento importante di oggi è l’incontro con Nicola Guaglianone, autore romano famoso per aver sceneggiato “Lo chiamavano Jeeg Robot” (2015), film candidato a 16 David di Donatello, e impegnato attualmente nella sceneggiatura di Skepto 2016Suburra“, la prima web-serie italiana prodotta per Netflix. Prima dell’incontro vengono proiettati due corti firmati da Nicola e scopro di conoscere già il suo lavoro. Se ricordate, infatti, questo blog ospitò “Due piedi sinistri“, il corto emozionante che mostra come la nostra mente ci porti a ragionare attraverso pregiudizi e filtri inculcatici dal nostro sistema (sotto)culturale mentre quella dei bambini, non ancora contaminata, sia capace di distruggere ogni tipo di barriera architettonica, sia fisica che mentale.
Il secondo corto è “Tiger boy“, la storia di un bambino che, per combattere la violenza, si rifugia e identifica nel personaggio di Tiger Man. Non vi dico di più perché conto di proporvelo in futuro, vi dico solo che tante persone in sala hanno ammesso di aver pianto durante la visione dei due corti. Skepto 2016La verità è che ciò che scrive Nicola è forte, tocca il profondo e ha la capacità di emozionare.
A intervistarlo all’Hostel Marina è Daniele Lucca, l’ineguagliabile presentatore di Skepto che partecipa al festival, anche in veste di giurato, fin dai suoi esordi. Nicola è spontaneo e ironico, parla della sua avventura nel cinema e dei meccanismi che regolano la vita professionale (e non) degli sceneggiatori. Il pubblico in sala, in gran parte composto da addetti ai lavori, cinefili e appassionato del genere, è curioso e gli pone diverse domande sul tema della discussione che riguarda “cinema e superpoteri“.

Skepto 2016Dopo l’incontro, come di consueto, si mangia in piazzetta e si corre all’Auditorium comunale dove verranno proiettati i finalisti Best Short e premiati i vincitori.
Daniele Lucca prende il microfono e introduce la serata facendo salire sul palco il sindaco Massimo Zedda che, come da rituale skeptico, viene esortato a sostenere il festival con sempre nuove richieste. Quest’anno tocca agli spazi dell’Ex Manifattura Tabacchi che sarebbero in grado di accogliere il crescente popolo di Skepto. In effetti l’idea pare attraente e piuttosto coerente visto che quegli stessi spazi si trovano al limitare del quartiere Marina e non sradicherebbero Skepto dal luogo che l’ha accolto e contraddistinto per sette lunghi anni. In realtà il sindaco non è in grado di far promesse in quanto il luogo, che nelle intenzioni dovrebbe diventare la Fabbrica della creatività e coinvolgere artisti, artigiani e associazioni culturali d’ogni genere, è soggetto alle decisioni della Giunta Regionale. Questo risponde Massimo Zedda non risparmiando frecciatine e battute ironiche sulla questione.

Skepto 2016 - We can't live without cosmosA questo punto parte l’ultima sessione di corti del festival. Ad aprire le danze è “Starman” (20′ USA) che narra la storia di Wyatt Star, il primo motociclista in grado di superare in volo un intero campo di football e che, pur di ripetere l’impresa, rinuncia al passato e ai suoi affetti.
Segue “We can’t live without cosmos” (15′ Russia), la bellissima e divertente animazione che parla dell’amicizia indistruttibile di due austronauti. Un corto positivo e leggero che entusiasma il pubblico in sala.
The Chicken” (15′ Croazia) è una storia ambientata nella Sarajevo del 1993 e ha come protagoniste una mamma e le sue due figlie introppolate in casa a causa dei cecchini. Skepto 2016 - DissonanceGli spazi stretti e bui in cui si svolge la storia trasmettono pienamente la sensazione d’angoscia delle donne.
Altro lavoro capace di non lasciare indifferenti è “Dissonance” (17′ Germania) in cui animazione e realtà si fondono nella mente di un pianista con problemi dissociativi. Estremamente apprezzabili le animazioni e i mondi fantastici proiettati dalla mente del regista Till Nowak.
Breve ma intenso “A single life” (2′ Paesi Bassi), simpatica animazione che vede un giradischi regolare le età di una donna imbranata che finisce Skepto 2016 - All the pain in the worldletteralmente in cenere.
È poi la volta del secondo corto presentato al festival dal regista Tommaso Pitti di cui vi ho parlato già ieri. Si tratta di “All the pain in the world” (12′ Regno Unito) e racconta di un uomo entrato in fissa per la salute di un pesce tropicale in fin di vita tanto da minacciare di morte i responsabili delle sue sofferenze. Un corto intenso ed emozionale che conferma le doti del filmmaker italiano trapiantato in Inghilterra.

Skepto 2016Bene, è giunto il momento delle premiazioni. Daniele Lucca chiama sul palco ospiti e giurati che svelano i nomi dei vincitori per ogni sezione. Il premio speciale Human/Nature va a “Lifeline” (15′ Cina) di Bin Li. Sulla sezione DocuShort, il premio speciale Alberto Signetto è assegnato a “Keeping Balance” (5′ Austria) di Bernhard Wenger. Il premio Menzione Speciale dell’Associazione Skepto va a “Dog Bowl” (19′ USA) dello statunitense Gordy Hoffman. “Manoman” (11′ Regno Unito) di Simon Cartwright vince invece il premio per la sezione Skeptyricon. Menzione Speciale per “All the pain in the world” di Tommaso Pitta e Skepto 2016The chicken” (15′ Croazia-Germania) di Una Gunjak. Il premio Best Animation va a “We can’t live without cosmos” (15′ Russia) di Konstantin Bronzit.
Infine viene annunciato il vincitore del premio Best Short, il tedesco “Dissonance” (17′ Germania) di Till Nowak.

Ed eccoci ai saluti consueti con lo staff di Skepto e la giuria: tutti quelli che stanno dietro le quinte per organizzare questo festival gratuito di cortometraggi nel cuore della città di Cagliari che anno dopo anno conferma di crescere sia a livello qualitativo, Skepto 2016sia quantitativo visto l’afflusso registrato in questi giorni.
Si è paragonato Skepto a una giostra ma, se devo dire la mia, lo trovo riduttivo. Io ci vedo piuttosto un luna park con diversi e altrettanto intensi divertimenti: i capogiri della giostra, la vertigine delle montagne russe, l’urto dell’autoscontro, la sfida del pungiball e, per i meno temerari, la poesia infantile del disco volante.

All’anno prossimo. Skeptici e mai scettici!

Credits photo: Alessio Cois per Grigio 18

Le altre giornate di Skepto 2016:
Skepto 2016 – Cronache da un Film Festival [part 1]
Skepto 2016 – Cronache da un Film Festival [part 2]
Skepto 2016 – Cronache da un Film Festival [part 3]
Skepto 2016 – Cronache da un Film Festival [part 4] (tu sei qui!)

Per saperne di più:
Skepto – International Film Festival – Sito web | Facebook

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.