I grandi dell’arte – Gustav Klimt – Parte 3: Periodo aureo [1]

Gustav Klimt - Water Serpents II - 1904

Gustav Klimt – Water Serpents II – 1904

Di mosaici bizantini dallo scintillio ammaliante, tributi a Beethoven risparmiati alle fiamme, donne in tutte le salse: bambine, vecchie, madri, incinte, malvagie, femme fatale e seduttrici, uomini soggiogati da sirene sensuali, lotte intestine fra l’arte e le sue tentazioni e altre vicende che riguardarono Klimt nella prima parte del periodo aureo.

Opere: Giuditta I (1901) – Fregio di Beethoven (1902) – Pesci d’oro (1901-1902) – La Speranza I (1903) – Le tre età della donna (1905)

Vienna, 1901-1905
Siamo a Vienna all’inizio del secolo scorso. Gustav Klimt, come è emerso nei capitoli precedenti, ha preso le distanze dallo stile tradizionale e ha abbracciato l’Art Nouveau fondando la Secessione viennese e rompendo i ponti, in modo non proprio pacifico, con l’Accademia e le istituzioni. In questo periodo egli vive soprattutto facendo ritratti per diversi mecenati.
Gustav Klimt - Water Serpents I - 1904Qui inizia il periodo più fertile di Klimt che introduce delle novità nel suo stile. Per prima cosa egli inizia a utilizzare l’oro e per questo questo viene chiamato “periodo aureo“. Inoltre nel 1903 egli fa ben due viaggi a Ravenna, nonostante sia noto il suo astio verso gli spostamenti, dove viene a contatto con lo sfarzo dei mosaici bizantini di cui si innamora e da cui attinge forme, composizioni e soprattutto l’uso dell’oro (Gustav aveva avuto già a che fare con questo metallo scintillante visto che suo padre era orefice e lui andava a osservare lui e suo fratello mentre lavoravano. In realtà egli aveva anche già utilizzato l’oro ma in funzione meramente decorativa servendosene, ad esempio, per le cornici e per dare risalto a gioielli e ornamenti).
Immaginatelo come un orso, si vocifera che non avesse proprio un bel carattere e che fosse anche ipocondriaco. Il suo attaccamento a Vienna era tale che la sua decisione di recarsi a Ravenna per la seconda volta doveva essere motivata da un grande interesse.
Attraverso l’uso dell’oro Klimt riuscì a trovare un nuovo modo di trasfigurare la realtà e dare profondità alle parti piatte e plastiche con passaggi tonali, dall’opaco al brillante. L’oro Gustav Klimt - Golden Apple Tree - 1903viene usato per creare uno stacco tra la figura e il resto della composizione (sfondo e vesti). La parte più carnale viene isolata e confinata in zone ristrette e limitate.

Sono di questo periodo alcune delle sue opere più famose come Giuditta I, Danae, Le tre età della donna e Il Bacio solo per citarne alcune. Anzi, visto che probabilmente le vedrò coi miei occhi nel mio prossimo viaggio nella capitale austriaca, non mi limiterò a citarle ma passerò in rassegna le più importanti o quelle che mi interessa approfondire. Tenete conto che il periodo aureo durò dal 1901/3 al 1909 per cui sono costretta a spezzettare questa terza parte in due parti.

GIUDITTA I (1901)
Österreichische Galerie Belvedere (Vienna)
Olio su tela 84 × 42 cm

Gustav Klimt - Giuditta ICome prima opera prenderò in esame Giuditta I, che è considerata la significativa anticipatrice della fase aurea. A quest’opera seguirà nel 1909 Giuditta II, nota come Salomè.
Il quadro rappresenta la biblica Giuditta, eroina ebrea che liberò la città di Betulia dagli Assiri, che tiene in mano il capo decapitato di Oloferne. In pratica Giuditta fece invaghire il povero generale assiro che la tenne con sé durante un banchetto. Quando la donna lo vide abbastanza ubriaco… ZAK, gli tagliò la testa. Una personcina tranquilla insomma.
Nella rappresentazione di Klimt la testa di Oloferne è marginale, la scena è dominata dalla donna col suo fascino sensuale. Klimt vuole esaltare il potere della femme fatale crudele e seduttrice che può portare il suo amante alla rovina e alla morte.
Il viso della donna non è casuale, si tratta di Adele Bloch-Bauer, un’altra esponente dell’alta borghesia viennese che ebbe modo di usufruire grandemente dei servigi del munifico artista.

FREGIO DI BEETHOVEN (1902)
Palazzo della Secessione (Vienna)
24,4 x 200 cm

Gustav Klimt - Fregio di Beethoven - L’anelito alla felicitàIl Fregio di Beethoven è una delle opere più importanti di Klimt. Essa fu realizzata in occasione della XIV esposizione della Secessione dedicata al grande compositore austriaco che era considerato “l’incarnazione del genio” e la sua opera “l’esaltazione dell’amore e dell’abnegazione che possono redimere l’uomo“. Klimt non ci andò comunque leggero destando scalpore per le immagini considerate ripugnanti, i riferimenti agli organi sessuali e le allegorie di impudicizia, lussuria e intemperanza.
Gustav Klimt - Fregio di Beethoven - Forze ostiliIl dipinto doveva avere carattere effimero in quanto serviva solo per l’esposizione ed era destinato a venir distrutto per cui Klimt dipinse direttamente sulle pareti del Palazzo della Secessione con materiali facilmente asportabili. Poi, siccome si decise che la successiva esposizione si sarebbe dedicata alle opere di Klimt, l’opera non fu (fortunatamente) distrutta. Essa fu acquistata nel 1903 dal collezionista Carl Reinighaus che la divise in 7 parti, poi passò nel 1915 ad August Lederer che, come abbiamo già visto, fu uno dei più importanti finanziatori dell’arte klimtiana. Gustav Klimt - Fregio di Beethoven - Inno alla GioiaNel 1938 il governo nazista confiscò l’opera che fece ritorno, a differenza delle altre arse nell’incendio del Castello di Immerdorf nel 1945, alla famiglia Lederer solo alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1973 la Repubblica d’Austria lo acquistò e operò un restauro, sotto la direzione di Manfred Koller, che si concluse nel 1985. L’opera è visitabile dal 1986 nel Palazzo della Secessione che sarà dunque una tappa della mia visita a Vienna.
Ma passiamo al contenuto. Il Fregio si ispira alla Nona sinfonia di Beethoven ed è divisa in tre parti: “L’anelito alla felicità“, le “Forze ostili” e l'”Inno alla gioia“.
Gustav Klimt - Fregio di Beethoven - Forze ostiliL’opera rappresenta un cavaliere nel suo percorso verso la liberazione che viene espressa nel congiungimento con la donna, il culmine è l’estasi amorosa e l’abbraccio con la donna stessa. Questo percorso è intriso di ostacoli rappresentati da sirene malvagie: prima le due figure propiziatrici, poi una corrente fluttuante di corpi femminili, infine le Gorgoni e le loro compagne terrificanti. Nel mondo delle Gorgoni regna un’orrenda scimmia con la coda di serpenti e ali che si chiama Tifeo e rappresenta la tentazione del materialismo. Klimt vuole contrapporre il cavaliere, simbolo dell’arte, Gustav Klimt - Fregio di Beethoven - L’anelito alla felicitàcon Tifeo, simbolo del regno materiale. In questa battaglia il cavaliere perde la sua corazza, lo si vede infatti di schiena mentre abbraccia la Poesia rappresentata sempre da una donna. Se apparentemente quest’immagine potrebbe sembrare una celebrazione della vittoria del cavaliere, in realtà, nelle intenzioni dell’artista, essa vuole intendere, ancora una volta, il soggiogamento alla donna, una resa al suo potere seduttivo.
Da notare la donna incinta che, dopo un primo accenno nella “Medicina“, troveremo anche in opere successive (vd. “La Speranza I” e “Le tre età della donna“).

PESCI D’ORO (1901-1902)
Kunstmuseum di Solothurn (Svizzera)
Olio su tela, 181 × 66.5 cm

Gustav Klimt - Pesci d'oroE dire che questo dipinto ha accompagnato gran parte della mia vita e io non avevo assolutamente idea del suo titolo e dell’eco che creò nella società viennese dell’epoca.
Si chiama Pesci d’oro e fece tanto scalpore che Klimt, con risentimento, lanciò la provocazione di volerne cambiare il titolo in “Ai miei critici“.
Nell’opera, di sapore simbolista, dominano le figure nude di tre donne ed è centrale la schiena sensuale di una di loro in un evidente riferimento ad August Rodin.

LA SPERANZA I (1903)
National Gallery of Canada / Ottawa (Canada)
Olio su tela, 189 x 67 cm

La donna gravida, come ho avuto modo di sottolineare in precedenza, è un soggetto frequente nelle opere di Klimt.
Si vocifera che la donna dai purpurei capelli (protagonista anche di diverse altre opere) fosse la modella Mizzi Gustav Klimt - La Speranza IZimmermann e il figlio nel suo grembo il suo. Otto, così chiamarono il bimbo, morì però dopo solo un anno e questo lutto determinò una modifica nella concezione del quadro. Mentre rimane il drappo di tessuto blu e oro che rimanda alla speranza titolo dell’opera, l’artista aggiunge dietro tutta una serie di presenze malefiche fra cui il gigante Typhon e le sue figlie che guardano la donna con smorfie e ghigni sinistri e simboleggiano malattia, follia, voluttà, impudicizia, dolore e morte.
La donna madre era un tema frequente nella Secessione ed era intesa come l’unica speranza in un mondo prossimo alla devastazione.

LE TRE ETÀ DELLA DONNA (1905)
Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM) / Roma
Olio su tela, 180 x 180 cm

Il tema della maternità trova il suo apice ne Le Tre età della donna, opera conservata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma che lo acquistò l’anno successivo all’Esposizione d’Arte Internazionale di Roma del 1911 in cui l’opera vinse il premio. Gustav Klimt - Le tre età della donnaIl soggetto richiama chiaramente, in chiave simbolica, le tre fasi della vita della donna attraverso il consueto decorativismo geometrizzante e un’insolita introspezione psicologica.
La temibile fine della vecchiaia, rappresentata dalla donna disperata con una mano sul capo chino, viene contrapposta alla dolcezza della giovane madre col capo intarsiato di fiori (chiara allegoria della primavera) e dall’abbandono ingenuo e candido del bambino. Quindi vecchiaia, maternità e infanzia “su uno sfondo colorato e decorato, circondato dal grigio sferico dell’universo” (rif.).

Nella prossima (e finale) parte dedicata al periodo aureo klimtiano vi aspettano opere del calibro de “Il Bacio“, “Danae” e “L’albero della vita“. Quindi…
STAY KLIMTED!

Bibliografia:
Gustav Klimt – Wikipedia | Klimt Museum | Art Nouveau e Klimt | Centroarte.com – Klimt | Secessione nell’arte – Wikipedia | Secessione viennese – Wikipedia | I dipinti di Gustav Klimt | Attività artistica di Gustav Klimt. Il periodo “d’oro” | Gustav Klimt – Aneddoti

I GRANDI DELL’ARTE – Gustav Klimt:

  1. Gustav Klimt – Parte 1: Pre Secessione
  2. Gustav Klimt – Parte 2: Secessione
  3. Gustav Klimt – Parte 3: Periodo aureo [1] (tu sei qui)
  4. Gustav Klimt – Parte 3: Periodo aureo [2]
  5. I grandi dell’arte – Gustav Klimt – Parte 4: Periodo maturo


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9 commenti

  1. Complimenti, un post esauriente e accompagnato da interessanti immagini e video.Non commento Klimt perchè sarei di parte,essendo uno dei miei pittori preferiti 🙂
    Daniela

    1. Grazie, con Klimt è così facile… Però è interessante conoscere il significato delle sue opere visto il suo forte simbolismo. Non sai quanto sono emozionata al pensiero che le avrò presto di fronte… Chissà se il cuore reggerà 😉

      1. verissimo, ne ho ancora un bel ricordo visivo che risale al 2008 in quel di Vienna , una grande emozione.
        Buona notte

      2. Se sei sopravvissuta tu posso farcela anch’io! Notte 🙂

  2. Meraviglia! Profondissimi soggetti e gesti, immersi in una avvolgente realtà dorata densa di forma e di sostanza.
    Da rimanere incantati .
    🙂

  3. […] dei lavori di restauro. La cosa mi duole fortemente visto che al suo interno si trova il bellissimo Fregio di Beethoven di cui abbiamo parlato in abbondanza nello studio su […]

  4. […] per le altre opere di Klimt rimando la questione teorica all’articolo dedicato a questa meravigliosa opera realizzata in occasione della XIV esposizione della Secessione […]

  5. […] di tutti i periodi che vi ho nominato, dal pre-secessione al maturo passando ovviamente per quello aureo col fiore all’occhiello rappresentato dal Bacio klimtiano. Fra le opere dunque “The […]

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