Colorminazioni – Studio su Tanit e la sessualità femminile [parte 4]

Colorminazione Tanit

Tanit – Pennarello su cartoncino, 20 x 25 cm

DESCRIZIONE STRUTTURALE
La Dea Tanit, rappresentata in modo simbolico, è circondata dalla mezza luna che la protegge dandole luce e assicurandole il giusto distacco dalle cose terrene. Attorno a lei si propaga la vita in uno dei suoi aspetti più delicati, quello dell’amore, della sessualità, del piacere e della fecondità. Oltre lo scudo umori dolci e bagnati cullano gli amanti che si abbandonano al piacere. Il resto è Caos.
Nel disegno sono presenti diversi simboli che richiamano l’aspetto della sessualità senza dimenticare la fertilità e quindi il legame con la terra, il grano e il raccolto la cui produttività è determinata dalle stagioni e dall’alternarsi del Sole e della Luna. La Luna è particolarmente vicina a Tanit: i cartaginesi, popolo che creò la divinità e la esportò in tutto il Mediterraneo, compresa la Sardegna, diedero alla Luna il nome Tanit e al suo sposo attribuirono il Sole. Fecondità e fertilità e conseguente benessere per la famiglia. I due dei si chiamavano Baalat (divinità femminile con funzioni materne e di fecondità) e Ba’al (divinità maschile suprema).
Nella prospettiva di un universo caotico, il sesso ricopre un ruolo fondamentale non solo in veste riproduttiva ma soprattutto in quella più legata al piacere e all’espletamento delle proprie necessità fisiologiche. La dea emana i suoi effluvi positivi e il desiderio si esplica in un godimento fisico che trova nell’amore la sua soddisfazione più compiuta.
La Dea Tanit veniva rappresentata in due modi: uno antropomorfo in cui una donna si stringe i seni con le mani e uno simbolico che è quello che vedete nel disegno. Ho voluto tenere il riferimento a quello antropomorfo, riproducendolo attraverso i simboli, in quanto chiara indicazione di fertilità.
Questi simboli coesistono e si confondono con quelli di natura nuragica visto che Tanit compare anche in questa civiltà. Inoltre essa si trova anche a Nora, luogo che ha dato i natali alla sottoscritta, col suo maestoso tempio. Per questa ragione, visto l’attaccamento alla mia terra d’origine, questo disegno è anche a lei dedicato.
La firma non è assente, si trova a destra in basso ed è ben integrata nel disegno, si armonizza con esso. L’idea  venuta per necessità, avevo il terrore di invadere lo spazio divino, e credo che la terrò, almeno nei disegni più prettamente simbolici.

CONCEZIONE TEORICA
Il disegno è stato pensato e realizzato come un amuleto femminile del sesso. Esso attira energie sessuali specificatamente femminili e lo fa attraendo su di sé e concentrandosi soprattutto sul versante maschile. Dettagli e simboli riportano alla virilità senza mai sconfinare nel volgare o nella mera rappresentazione, tutto è al suo posto, almeno nella mia personale concezione del sesso e dell’amore. In realtà l’amuleto è concepito come catalizzatore di effluvi sessuali, l’amore fa da contorno ma non viene esasperato, esso è indispensabile, secondo il mio punto di vista, in un contesto più propriamente femminile.
Sono fermamente convinta che l’esperienza sessuale nei due sessi sia fortemente diversa. Mentre l’uomo ha il vantaggio fisiologico di penetrare con facilità il suo lato fisico e sessuale, nella donna questo universo è più complesso e meno spontaneo in quanto filtrato da considerazioni derivanti da un incessante laborio mentale. La donna non riesce a staccare nettamente il suo lato fisico da quello mentale e questo le impedisce di abbandonarsi completamente alla sua fisicità. Per questo motivo il suo inebriamento sentimentale le consente un avvicinamento al suo lato sensuale e al godimento.
Nonostante queste considerazioni, il disegno non è centrato sull’amore, diciamo che lo sfiora ma non si basa su di esso.
Posizioni sessuali, penetrazioni, umori acquei, spirali amorose e incastri lubrici sono opportunamente disposti a convogliare l’energia che sta alla base del genere umano: attraverso l’unione delle due componenti opposte, l’uomo è stato creato e mantiene la sua sopravvivenza.

CONSIDERAZIONI E PROPOSITI (SEZIONE IN DIVENIRE)
La sessualità femminile si completa con quella maschile. L’amuleto sarà funzionante solo se integrato col suo opposto. I due pezzi avranno valore autonomo solo nel momento in cui esisteranno entrambi. Solo così essi potranno anelarsi e, all’occorrenza, completarsi.
Baalat si riunisce con Ba’al, il Sole e la Luna attratti e opposti: le Maree, l’Acqua, il Mare, il Cielo e la Terra.
Nonostante ciò, essi varranno anche autonomamente.

30/05/2015: I DUE AMULETI TANIT SON COMPLETI:

DIALOGHI SULLA SERIE:
Studio su Dea Madre [parte 1]
Studio su capo nuragico [parte 2]
Studio su nave Shardana [parte 3]
Studio su Tanit e la sessualità femminile [parte 4] (tu sei qui)
Studio su Pintadera màndala (gialla) [parte 5]
Studio su Pintadera màndala (rossa) [parte 6]
Studio su Pintadera màndala (arancio) [parte 7]
Studio su Dea Madre vers. 2 [parte 9]

LINK UTILI:
Tanit – Wikipedia

5 commenti

  1. Mi piace molto 🙂 (riguardo al laborio mentale invece credo che non abbandoni mai nessuno, anche in questi forti momenti di fisicità. Cambia magari la sensibilità, ma anche qui c’è del promiscuo in tutti noi.

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