Vienna day-by-day – Quartiere imperiale e Sacher Torte (Day 10)

image

Essere completamente onesti con se stessi, è un buon esercizio.
Sigmund Freud

Vienna, 26 agosto 2015

Tanto vi ho parlato degli Asburgo che non potevo esimermi dal dedicare loro una giornata. In realtà la passeggiata nel cuore della Vienna imperiale era programmata più avanti ma, dopo la scorpacciata d’arte e musei dei giorni scorsi, ho sentito l’impellente necessità di staccare e concedermi una botta di sana spensieratezza per le strade della città.

image

Certo ho scelto l’Hofburg, uno dei luoghi più affollati dai turisti, ma visitare una città come Vienna vuol dire anche questo. Inoltre ho trovato degli insoliti compagni di viaggio che hanno reso tutto più divertente.
Avete presente quelle marmoree presenze dalle immortali sembianze? Proprio loro!

image

Inizio dunque dal Museums Quartier, che ho scoperto essere adiacente al suddetto quartiere, ed entro nella Maria Theresien Platz, la piazza dedicata all’Imperatrice Maria Teresa. A incantarmi è il meraviglioso giardino ricco di siepi a forma cilindrica e circolare che mi ricorda quelli delle vecchie corti.

image

Il giardino è disseminato di fontane con lattee sculture amorose che ammaliano i visitatori attirandoli nell’accogliente ristoro delle vicine panchine.

image

Il canto delle sirene è troppo assordante, decido di fermarmi a cogliere il silenzio del luogo. Osservo la fontana e le sue passionali presenze.
Avete presente lo sguardo adorante della dolce fanciulla che, trepidante d’amore, si offre al fulcro del suo desiderio?

image

L’atmosfera di corte è amplificata dai due imponenti edifici che si affacciano sulla piazza. Da una parte si erge il Naturhistorisches Museum (Museo di storia naturale). Esso custodisce, come vi ho già anticipato nello studio preparatorio al viaggio, la Venere di Willendorf, uno dei più antichi reperti di espressione artistica mai rinvenuti e, fra le altre cose, molto simile a una Dea Madre trovata in Sardegna (Dea Madre di Cuccuru is Arrius) che ho riprodotto (e studiato) recentemente.

image

Sinceramente mi piacerebbe vedere la Venere ma oggi non ho nessuna intenzione di entrare in un museo.
Avete presente quando il pensiero di fare una cosa vi fa sentire come se un essere demoniaco vi abbia appena buttato a terra e sia in procinto di infliggervi il corpo mortale? Esattamente così!

image

Dall’altra parte della piazza domina invece il Kunsthistoriches Museum. In un primo momento non ci avevo badato ma i due edifici sono identici. L’unica differenza sta nella statua sulla cupola centrale. Chissà perché e cosa rappresentano entrambe. Mistero.

image

Al centro della piazza due cavalli si esibiscono nel solito Besame mucho che, a questo punto della storia, più che un segno, mi pare una persecuzione.

image

Proseguo il mio cammino e mi trovo ad attraversare la famosa Ringstrasse, quella che viene considerata la più importante via viennese coi suoi sfarzosi edifici monumentali. Arrivo così al Burgtor, l’entrata del vero e proprio complesso imperiale.

image
Burgtor

Supero gli archi e penetro nella Heldenplatz, una delle grandi piazze presenti nel complesso.

image
National Bibliothek (Biblioteca nazionale)

Dovete sapere che gli Asburgo, quando si stufavano di alcune parti del palazzo o quando erano diventate troppo vecchie, invece di ristrutturarle, ne facevano costruire di nuove attaccate a quelle esistenti.

image

Dal momento che la loro dinastia attraversò i secoli e quindi anche gli stili architettonici, questo enorme edificio non possiede alcuna coerenza non solo a livello di planimetria, ma anche di stile. Si mischiano biblioteche barocche, dimore rinascimentali, residenze neoclassiche, chiostri medievali e via dicendo. Insomma un grande pasticcio.

image

Avete presente la faccia di un architetto di fronte a tale raffazzonamento? Proprio così!

image

Comunque questi edifici sono stati trasformati oggi in centri culturali, biblioteche e musei.
Nella Heldenplatz c’è una specie di fiera dell’artigianato. Una miriade di stand in cui vengono venduti prodotti tradizionali come liquori, miele, dolci, salumi ed erbe. Inoltre vengono realizzati manufatti come tappeti, ceramiche, oggetti in legno e via dicendo. Mi fermo a fare qualche foto.
(Continua dopo le foto)

image

image

image

image

image

image

image

image

image

È mezzogiorno e gli stand offrono anche cibo e bevande. Gli odori sono forti e mi ricordano ancora una volta la festa della birra e gli odiati crauti (e le costolone di maiale).
(Continua dopo le foto)

image

image

Io mi fermerei pure a bere una birra ma, se bevo a quest’ora e con questo sole, la mia passeggiata non ha grandi probabilità di un glorioso futuro.
Avete presente una mazzata sugli stinchi? Così.

image

Proseguo ancora e mi ritrovo in un’altra piazza più piccola.

image

A questo punto cedo e faccio la cazzata che ogni turista non dovrebbe fare. Commetto l’ingenuità (consapevole) di fermarmi proprio nel caffè del cuore dell’Hofburg a prendere un cappuccino. So benissimo che mi spenneranno ma desidero fortemente farlo.
Apro il menù e vedo la Sacher Torte.

image

Dovete sapere che sono una grande appassionata di cioccolata ma che, nonostante possegga discreta elasticità mentale, questa viene a mancare quando si tratta di cibo. Non tollero grandi miscugli, soprattutto non ho mai ritenuto accettabile mischiare il cioccolato, nettare divino, con la marmellata, troppo dolce per i miei gusti e detestata fin da bambina.

image

Invece decido di assaggiarla e succede il miracolo. Devo dire che non è affatto male, l’ho trovata ben bilanciata, la marmellata non è eccessiva (come quella provata in patria) e si fonde armoniosamente col cioccolato. Insomma promossa, bravi! E ladri, visto che, per cappuccino e torta, spendo 10 euro.

Avete presente quando vedete qualcosa che vi fa accapponare la pelle? Il conto!

image

Diciamo che l’ho fatto per completezza del diario, così come mi ripeto da quando il cameriere me l’ha portato.

image

Continuo il mio percorso e mi ritrovo all’ingresso del museo di Sisi. Sono quasi tentata di entrarci. Di chi parlo? Ma dai la conoscerete di certo visto che la sua vita è stata profondamente romanticizzata e lei trasformata in una figura fiabesca.

image

Elisabetta di Baviera, nota come Principessa Sisi (in Italia più conosciuta con due s), a 16 anni sposò il ventitreenne Imperatore Francesco Giuseppe. Sisi, però, era vissuta in contesti diversi da quelli di corte e mal tollerò di venir intrappolata dalle rigide etichette che il suo estremo rango imponeva. Per questo diventò terribilmente triste e non riuscì a nasconderlo.
Avete presente quando vi ammaliano con lusinghe ma voi proprio non ne volete sapere? Proprio così!

image

Per questo fu allontanata sia dalla corte che dai suoi figli. Per 40 anni viaggiò lontana da Vienna.

Ciò che la rese celebre fu il suo sostegno dei diritti degli Stati sudditi dell’impero austriaco che ella visitò constatandone le terribili condizioni di vita. In questo modo ella si guadagnò l’affetto della popolazione che la trasformò in una sorta di leggenda.

image

Tutto molto bello ma non entro lo stesso al museo. Sinceramente durante questi giorni ho già visto troppe atmosfere stile impero che non sono esattamente le mie preferite. E poi l’ho detto, oggi niente musei. Mi dispiace ma stavolta passo.
Se è per quello a due minuti c’è l’Albertina con un’elevata collezione che comprende opere di grandi artisti come Dürer, Raffaello, Rubens, Goya, Klimt e Picasso. Da giorni vedo dappertutto la pubblicità della mostra “Monet bis Picasso”. Se proprio volessi entrare in un museo andrei lì.

image

Esco dunque dall’Hofburg e mi trovo nella Michaelerplatz di fronte alla maestosa porta di San Michele. Mi ferma un tizio vestito da damerino stile impero e mi propone un concerto di Mozart per la sera, gli dico che non ho cavaliere, si offre lui. Rido e continuo a camminare. Insiste dicendomi che dice sul serio. Gli dico che non ho il vestito adatto e scappo via.
Arrivo fino al Graben e mi fermo qui e lì a fare shopping. Oggi va così, niente di impegnativo.

image

A metà serata decido di tornare indietro e ripercorro la strada fermandomi in angoli diversi. Entro anche nella Nationalbibliothek, che viene considerata una delle più belle biblioteche barocche al mondo. Comunque non mi fermo, do solo un’occhiata veloce.

image

È tutto molto grande e pomposo. Proprio come l’impero ormai sepolto a cui gli austriaci sono ancora molto legati.

image
Biblioteca Nazionale

Mentre passeggio osservo i turisti e cerco di dribblare gli spocchiosi italiani come ho fatto per tutta la vacanza.
Avete presente quando sentite il fardello del genere umano e vorreste dolorosamente immolarvi sperando che si redima? Proprio così!

image

Per oggi vi saluto e mi preparo per la serata, stasera torno all’Hofburg dove ho notato un ristorantino con un menù interessante. Speriamo solo non prosciughino i miei ultimi averi.
Avete presente quando vi assale la paura e tremate forte forte? Proprio così!

image
Bu!

Per Sigmund: bravo, oggi hai capito che non ho voglia di grandi sforzi e mi hai rifilato la frasetta un po’ scontata che ci arrivano tutti e ci riescono in pochi. Per quanto mi riguarda, questo viaggio, come sempre capita quando mi allontano da casa, mi sta consentendo di vedere la mia vita con maggiore chiarezza. È come la sensazione di uscire dal proprio corpo e guardarsi dall’esterno. La lontananza dalla vita quotidiana, dalle persone care e dai propri spazi, unita al silenzio del viaggio in solitaria, fanno venire a galla ciò che si è davvero, o almeno lo palesano ai propri occhi. È questa la grande prova del viaggio da soli: ti piaci abbastanza come persona da stare bene in tua compagnia?

Stay Vienned!

10 commenti

  1. Bastare a sestesi!! Essere ciò che ci accompagna nella solitudine, senza che nessuno possa darci o toglierci qualcosa. Questo è molto più importante e necessario di tutto il resto o del giudizio degli altri.
    “Essere completamente onesti con se stessi” e farsi questa altra domanda : Ti basti abbastanza? 😉

    • Secondo me non ci si basta mai, soli non siamo mai abbastanza, andiamo sempre a cercare la completezza sia nella vita sociale (necessaria), sia nella ricerca di una fantomatica anima gemella. Però una cosa è certa: quando stiamo bene con noi stessi, è più facile gestire anche il bisogno del resto 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.